lunedì 3 giugno 2013

LA FIAT AUTO SI TRASFERISCE A DETROIT?



L’ennesimo annunzio dell’ A.D. di Fiat S.p.A. e di Chrysler, Sergio Marchionne, di essere interessato a un trasferimento della holding da Torino a Detroit non ha ancora ricevuto i soliti commenti dei politici nostrani.

Decisione sempre più probabile per un’ infinità di motivi: dai legami ormai secolari della FIAT con gli USA, accettati e perfino lodati da tutti, a cominciare da Mussolini, da Hitler  e da Gramsci; alla cittadinanza “americana” del Presidente e dell’ Amministratore Delegato della Società (anche se quest’ultimo in realtà è canadese);  ai generosi aiuti di Stato e all’ Advocacy offerti da Obama, in contrasto con l’assurda politica sparagnina degli Europei; al crollo verticale delle vendite in Europa a causa della dissennata politica anti-crescita, e, in definitiva, anti-Europa,  delle Autorità europee.

Tutto ciò è noto da decenni, ma nessuno ha, a nostro avviso, mai effettuato un’attenta disamina delle ragioni, delle implicazioni, dei vincoli e delle conseguenze di tale prevista decisione. Dal punto di vista geopolitico; da quello culturale, da quello finanziario, fiscale e giuridico.
In ogni caso, l’ Europa non potrà continuare indisturbata ad essere assente da queste scelte. 

Perchè Obama non si disinteressa del futuro delle multinazionali americane. Perché Russia e Giappone hanno creato una società finanziaria congiunta per lo sviluppo della Siberia, ecc….
Ricordiamo che la Fiat, nel corso della sua storia, aveva costruito il primo impero automobilistico europeo, eguagliato ora forse solo da VW, PSA e Citroen. Infatti, il Gruppo Agnelli aveva costruito, nel 1912, una fabbrica di cuscinetti RIV nella Russia zarista; nel 1935, aveva costituito la FIAT Polski ed aveva una fabbrica di montaggio in Ungheria; nel Secondo Dopoguerra aveva collaborazioni, da cui uscivano le sue automobili, in Spagna, Polonia, Yugoslavia e Russia. E’ possibile che, se del caso con l’ aiuto dello Stato italiano e dell’ Europa, la FIAT non potesse mantenere questo salutare ruolo paneuropeo?

Possibile che debba diventare un’ azienda americana? E, ciò, quando il mercato russo sta facendo registrare, per esempio, per la componentistica piemontese, un incremento di circa il 4900% di incremento su base annua?

Restiamo in attesa di una risposta dal Presidente Barroso, dal Commissario Tajani, dal Presidente Letta, dal Presidente Elkann e dall’ Amministratore delegato Marchionne.

GIORNATA DELL'EUROPA 2013 A TORINO

 

L’anno scorso, la Giornata dell’ Europa 2012 era stata celebrata, dalle nostre Associazioni, in modo addirittura trionfale, costituendo così, essa, un inedito punto di convergenza fra piemontesi, savoiardi, nizzardi, francesi, rumeni e cinesi, fra politici di destra e di sinistra, intellettuali, accademici di fama mondiale, imprese, e amministratori locali , giornalisti, scrittori, musicisti, ecc.. con la partecipazione, al Circolo dei Lettori,  di più di 400 persone, fra Autorità, Associazioni e pubblico.

Quest’anno, in questo clima di  continua mascherata, in cui l’ Europa è onnipresente, ma solamente sotto la forma caricaturale di un’ inflessibile Angela Merkel, magari sotto le sembianze di Adolf Hitler,  la quale impone a tutti inutili sacrifici, solo le Associazioni culturali torinesi continuano imperterrite a seguire il loro progetto di cultura europea radicata nel territorio, e a celebrare puntualmente la Festa dell’ Europa il 9 maggio di tutti gli anni. Già l’anno scorso, non erano certo mancate, alla nostra celebrazione del 9 maggio,  critiche all’ Europa ufficiale, che fosse, questa, rappresentata dall’ Unione, dagli Stati membri o dagli Enti locali. In particolare, Franco Cardini aveva denunziato il mancato rispetto delle promesse fatte da Schuman in quel fatidico giorno del 9 maggio 1950.

Riconosciamo intanto che con quella data si era voluto (forse) anche fare concorrenza al Den’ Pobiedy (il giorno della vittoria sul nazismo)celebrato fin dal 1946  dall’allora “blocco socialista”, Den’ Pobiedy che, nonostante il crollo del Muro, sembra ancora più vivo e vegeto che non la Giornata dell’ Europa. Auspicio certo non favorevole per chi creda che l’ Europa coincida con l’ Unione Europea e possa prescindere dall’ Unione Euroasiatica e dal Neo-Ottomanismo turco (per carità, anch’essi in seria difficoltà).
Infatti, il Den’Pobiedy viene ancora celebrato a tutt’oggi, contrariamente alla Giornata 
dell’Europa,  in una ventina di Stati, con dovizia di parate e feste popolari. Ad esempio, nel Kazakhstan (che, avendo in Europa molte migliaia di chilometri quadrati di territorio e alcuni milioni di cittadini di lingua slava, si considera un paese europeo),  sono state fatte quest’anno addirittura le grandi manovre dell’ Esercito e della Marina sulle del Mar Caspio, con l’attiva partecipazione del Presidente Nazarbayev.

Si noti che Sol’zhenitsin avrebbe voluto invece escludere il Kazakhstan dalla Comunità di Stati Indipendenti perché “non slavo”.

Si noti anche, soprattutto, che, nonostante ciò sia stato nascosto dai media occidentali, il Den’ Pobiedy 2010 era stato celebrato con la sfilata, sulla Piazza Rossa di Mosca, di contingenti militari americani, francesi, polacchi, oltre che degli Stati dell’ URSS, con la deposizione di una corona ai caduti dell’ URSS da parte di Angela Merkel, il Presidente polacco Donald Tusk e il Primo Ministro Tayyep Erdogan, e, per finire, con l’esecuzione, da parte della banda dell’ Armata Russa, sulla Piazza Rossa, del “Hymn an die Freude” (9° Sinfonia di Beethoven e Inno dell’ Europa).

A noi sembra schiacciante e scandaloso che l’Unione Europea e i suoi Stati Membri non coltivino le proprie memorie, e si vergognino perfino se qualcun altro lo fa. I nostri leaders vi partecipano perché sanno che fare altrimenti le conseguenze sarebbero gravissime, ma lo fanno di nascosto (anche perché per la maggior parte esistono schiaccianti documentazioni di quando partecipavano a ben altre manifestazioni). Come potrà mai nascere, da questo guazzabuglio, un’autentica Identità Europea?

Tornando a noi, quest’anno, il carattere polemico della nostra manifestazione è stato accentuato, da un lato, dal paradosso di una celebrazione ufficiale in Comune tenuta dalla Società Civile senza la partecipazione dei rappresentanti della Città (né del comune, né della regione), e, dall’ altra, dalle molte voci critiche che si sono levate, da parte delle nostre Associazioni, nei confronti degli orientamenti assunti dall’ Unione negli ultimi anni.
Tali critiche hanno avuto di mira, soprattutto, l’atteggiamento economicistico delle Autorità Europee e la loro assenza di progettualità. Un Panel composto da rappresentanti del Movimento Popolare dei Lavoratori, dei Comuni della Valle di Susa, dell’università e del giornalismo del nostro Territorio, ha tentato di formulare proposte per la diffusione della cultura europea, per lo studio comparato della letteratura europea, ecc..

La giornata era stata deliberatamente dedicata a un tema specifico, che ci appare, ancora, particolarmente preveggente: il ruolo delle comunità immigrate nel rilancio del nostro territorio.

Questo ruolo risulta, a nostro avviso,  evidente, intanto, già “a livello meta-storico”, proprio dal confronto con le comunità immigrate. Infatti, tanto la visione cinese arcaica dell’ Europa (di Roma e del Cristianesimo) come “Da Qin” (la Grande Cina), vale a dire come un modello per lo stesso Impero del Mezzo, quanto la caparbia pretesa dei Romeni di essere gli autentici discendenti dei Romani ( i Rhomaioi dell’ Impero Bizantino, i Hromaig dei Persiani, i Rumi degli Arabi, i Rum dei Turchi), ci confermano circa la nostra convinzione che un’unitaria “identità europea” fosse percepita universalmente fin dai tempi più antichi:” Per quanto riguarda il re, non è una figura permanente ma viene scelto fra gli uomini più degni... La gente in questa regione è alta e di fattezze regolari. Assomigliano ai cinesi, ed è questo il motivo per cui questa regione viene chiamata Da Qin (la "Grande" Qin).
 
Tutto ciò è confermato dalla frenesia che, come racconta Die Zeit, ha colto recentemente gli abitanti della città cinese di  Liqian (che significa anch’essa “Impero Romano”) , di presentare se stessi come i legittimi discendenti dei 145 legionari di Licinio Crasso finiti fortunosamente in Cina

Come ospiti d’onore abbiamo avuto, dunque,  la Professoressa Gao dell’Università di Shanghai, direttrice cinese dell’ Istituto Confucio di Torino, Chen Ming, Presidente dell’ ANGI,  la Professoressa Strakovà, dell’ Associazione slovacca Vy@My, e Cristea Petre, dell’ associazione rumena Flacara.

A dispetto degli Euroscettici e dell’ indifferenza di Autorità e cittadini, noi continuiamo così, giorno dopo giorno, a costruire l’ Europa con chi ci sta

Quale sarà la nostra prossima mossa?

Saranno addirittura due:
- la presentazione del libro “ Intorno alle Alpi Occidentali, L’identità  di un’Euroregione”, dell’Associazione Culturale Diàlexis, finanziata dalla Regione Piemonte, e, oramai, in avanzata fase di editing;

- un  libro di Diàlexis sulle Elezioni Europee.

Vi attendiamo, come sempre, alle nostre prossime manifestazioni.

Cittadini Europei!
Nonostante la défaillance generalizzata delle Vostre classi dirigenti, noi dell’ Associazione Culturale Diàlexis continuiamo a batterci, giorno per giorno, per la Patria Europea.

giovedì 16 maggio 2013

L’anno scorso, la Giornata dell’ Europa 2012 era stata celebrata dalle Associazioni in modo addirittura trionfale, costituendo un inedito punto di convergenza fra piemontesi, savoiardi, nizzardi, francesi, Rumeni e Cinesi, fra politici di destra e di sinistra, intellettuali, accademici di fama mondiale, imprese, e amministratori locali , giornalisti, scrittori, musicisti, ecc.. con la partecipazione di più di 400 persone, fra Autorità, Associazioni e pubblico.


Quest’anno, in questa continua mascherata, in cui l’ Europa è onnipresente, ma solamente sotto la forma caricaturale di un’ inflessibile Angela Merkel che impone a tutti inutili risparmi, solo le Associazioni culturali torinesi continuano imperterrite a seguire il loro progetto di cultura europea radicata nel territorio, e a celebrare la Festa dell’ Europa tutti i 9 maggio.

mercoledì 8 maggio 2013

INVITO GIORNATA DELL'EUROPA 2013

Incontro sul tema
QUALE FUTURO PER L’EUROPA?
IL RUOLO DELLE COMUNITA’ IMMIGRATE

9 MAGGIO  2013
ORE 15.30
COMUNE DI TORINO
SALA NORBERTO BOBBIO,
“CURIA MAXIMA”
VIA CORTE D’ APPELLO, 16
TORINO

Associazione Culturale Diàlexis  Associazione Culturale “Il Laboratorio”, Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese,  Associazione Poesia Attiva,  Casa Editrice Alpina, Puzzle Riflessi Fluidi Associazione Concretezza Sociale, Associazione Elvio Pertinace, Movimento Cristiano dei Lavoratori.

PROGRAMMA

15,30 Apertura dei lavori da parte del Presidente del Consiglio Comunale di Torino , Giovanni  Maria Ferraris
Registrazione delle Associazioni

Ore 15,50  PARTE GENERALE: LA CITTA’ NELLA CRISI: UNO SGUARDO ALL’ EUROPA E AL MONDO
Riccardo Lala- Editore ,Alpina s.r.l.: Introduzione: Le comunità straniere nel nostro Territorio, una risorsa imprevista
Saluto delle Autorità e  delle Associazioni promotrici (Bruno Labate, Poesia Attiva- Donato Ladik, Ass.Publio Elvio Pertinace,Roberta Ottaviani, Le antiche radici-i Celti)

Luca Calcagno, Il Laboratorio: La poesia,collante dell'Europa

Diego Mele  Assessore alla Cultura del Comune di Casalborgone: Diffusione della cultura europea sul territorio
Carmagnola Mauro, Movimento cristiano dei Lavoratori: La Festa europea dimenticata

Marco Margrita, Puzzle: Giornalismo europeo
Marco Casazza, Ricercatore dell’ Università di Torino: L’esilio della verità

Ore 17,3 0 LE COMUNITA’ IMMIGRATE  E IL RILANCIO DELLA CITTA’ E DELL’EUROPA
Prof.ssa GAO Huiyi,Direttrice  cinese dell’ Istituto Confucio di Torino, Saluto e breve presentazione
CHEN Ming, presidente ANGI Saluto e breve presentazione
Federica Onnis, Consigliere ANGI",Il Profilo del turista cinese"

Petre Cristea- Ass. Romena- Ensamble Flacara: Il contributo dellle comunità rumene all’ integrazione dell’ Europa.

GIORNATA DELL'EUROPA 2013

GIIORNATA DELL'EUROPA 2013
9 maggio 2013
Ore 15,30-18,30
COMUNE DI TORINO
Sala Norberto Bobbio
CURIA MAXIMA, 
Via Corte d’ Appello 16,


Come tutti gli anni, le  Associazioni del Territorio più attente alla riflessione sul futuro della città in Italia e nel mondo, commemorano, il 9 maggio, l’anniversario della Dichiarazione di Schuman del 1951, considerata il punto di partenza del processo di integrazione europea.

Nessuno più di noi è consapevole di quanto tale processo sia oggi in pericolo, come pure della necessità ch’esso venga messo in discussione, e anche criticato energicamente, per individuare le ragioni del presente declino e suggerire soluzioni per uscirne.

Nonostante che noi non possiamo, certo, annoverarci fra i più ottimisti, non vogliamo, però, neanche associarci al coro dei disfattisti. Infatti, crediamo ,  a dispetto di tutto e di tutti, che quella europea sia, in definitiva, la soluzione vincente, e che, se gli Europei avranno la testardaggine e l’intelligenza, di continuare a perseguirla nonostante i fallimenti e gli errori, essa non potrà, alla fine, che prevalere.

Abbiamo scelto, quest’anno, per celebrare la Giornata dell’ Europa, un tema principale che potrà, a taluni, apparire quanto meno spiazzante. Vale a dire una nuova visione dei rapporti con le comunità migranti, la quale parta  dal riconoscimento del fatto che, stante la crisi strutturale generalizzata, è solo dall’ incremento dell’ interscambio con le nuove economie e culture mondiali che potrà venire un rilancio della nostra società e della nostra cultura.